A cura della redazione
L’assistenza agli anziani non autosufficienti entra in una fase nuova. Il Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (Cipa) ha approvato il primo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza, uno strumento atteso che dà attuazione concreta alla legge delega 33 del 2023 sulla riforma dell’assistenza agli anziani.
Le risorse e i destinatari
Per il triennio 2025-2027 il Piano mette a disposizione 1,5 miliardi di euro. Il provvedimento riguarda in particolare le persone non autosufficienti che hanno compiuto 70 anni e, insieme a loro, le famiglie che quotidianamente si fanno carico della cura. L’obiettivo dichiarato è costruire un modello di presa in carico più semplice, coordinato e continuativo, superando la logica della singola prestazione.
Come cambia l’accesso ai servizi
Il perno del nuovo modello sono i Punti unici di accesso (Pua), collocati nelle Case di Comunità. Saranno il riferimento per anziani e familiari che devono entrare nella rete dei servizi sociali e sanitari. Il percorso prevede una valutazione multidimensionale della persona da parte di un’équipe specializzata; quando emergono bisogni assistenziali complessi viene predisposto un Progetto assistenziale individualizzato (Pai), che definisce obiettivi, interventi necessari e professionisti coinvolti.
Il Piano punta inoltre a rafforzare l’assistenza a domicilio e a integrare davvero i servizi sanitari con quelli sociali, un terreno sul quale si misurerà l’effettiva riuscita della riforma.
Il cohousing entra nelle politiche per gli anziani
Nella stessa riunione il Cipa ha approvato anche le Linee guida sul Senior Cohousing e sul Cohousing intergenerazionale, pensate per promuovere forme di abitare condiviso che contrastino solitudine, isolamento e fragilità. Alla redazione del Piano hanno partecipato sindacati, Terzo settore, professionisti e comunità scientifica, come ricordato dalla viceministra del Lavoro Maria Teresa Bellucci.
Cosa significa per il territorio nolano
Per le famiglie dell’area nolana che assistono un genitore o un parente anziano, la novità più rilevante è la promessa di un unico punto di riferimento cui rivolgersi, al posto di un percorso frammentato tra uffici e sportelli diversi. Per gli enti del Terzo settore e per le cooperative sociali del territorio si aprono prospettive di collaborazione con ambiti sociali e aziende sanitarie sull’assistenza domiciliare e sui progetti di abitare condiviso. Resta decisivo il passaggio attuativo: sarà utile seguire con attenzione come Regione e ambiti territoriali tradurranno il Piano in servizi concreti.
Fonte: Vita.it – Non autosufficienza, arriva il Piano nazionale: 1,5 miliardi per gli anziani fragili
