Titoli di solidarietà: via libera Ue per gli Ets

Illustrazione simbolica: titoli di solidarietà e bandiera dell'Unione Europea
La Commissione Ue conferma che i titoli di solidarietà per gli enti del Terzo settore non violano le regole sugli aiuti di Stato.

La Commissione europea ha dato il via libera ai titoli di solidarietà destinati agli enti del Terzo settore italiani, confermando la piena compatibilità dello strumento con la normativa comunitaria sugli aiuti di Stato.

Uno strumento per l’accesso al credito

I titoli di solidarietà sono obbligazioni, altri titoli di debito o certificati di deposito che gli istituti di credito autorizzati possono emettere per raccogliere risorse da destinare esclusivamente al finanziamento delle attività di interesse generale svolte dagli enti del Terzo settore iscritti al Registro Unico Nazionale (Runts). Lo strumento, previsto dall’articolo 77 del Codice del Terzo settore, punta a facilitare l’accesso al credito per cooperative sociali, associazioni e fondazioni, spesso penalizzate da garanzie patrimoniali limitate.

La valutazione della Direzione Concorrenza

Con una comfort letter datata 23 settembre 2026, la Direzione generale Concorrenza della Commissione europea ha chiarito che il regime di fiscalità agevolata collegato ai titoli, pensato per incentivare sia le banche emittenti sia i risparmiatori sottoscrittori, non configura una distorsione del mercato né un aiuto di Stato illegittimo. Secondo Bruxelles, la specificità degli enti non profit giustifica un trattamento differenziato rispetto agli operatori economici ordinari.

Le prospettive per gli enti del Terzo settore

L’annuncio, comunicato dalla viceministra al Lavoro e alle Politiche sociali Maria Teresa Bellucci, apre ora la strada all’operatività dello strumento, che si affianca alle altre misure della riforma fiscale degli Ets entrata in vigore negli scorsi mesi. Per le organizzazioni iscritte al Runts si tratta di un ulteriore canale di finanziamento, utile a sostenere progetti e servizi rivolti alle comunità locali.

Fonte: Social Impact Agenda